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Federico Varese Vita di mafia. Amore, morte e denaro nel cuore del crimine organizzato.

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Chi sono i mafiosi e come funzionano le loro organizzazioni? Federico Varese ha scritto un saggio-reportage che ci fa entrare davvero nel profondo di Cosa Nostra, della mafia italo-americana, della mafia russa, della yakuza giapponese e delle triadi di Hong Kong. Per inseguire le storie che racconta è stato in Russia, in Cina, in Grecia, a Dubai e si è avventurato nel nord della Birmania. Con la passione del giornalista investigativo e lo scrupolo dell’accademico, Varese scopre alleanze segrete tra ‘ndrangheta e gruppi georgiani, mappa le nuove rotte della droga e racconta la presenza della mafia russa in Grecia. Esplora come le mafie, in Asia e America latina, sono diventate uno Stato. Varese scopre ciò che rende queste organizzazioni temibili e durature: tutte hanno un rito di iniziazione di ispirazione religiosa, regole di comportamento codificate, una struttura gerarchica ma flessibile, rapporti con la politica, e mostrano una diffidenza profonda verso l’amore tra uomo e donna. Varese racconta cosa vedono i mafiosi quando si guardano allo specchio.
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Nando Dalla Chiesa Contro la mafia. I testi classici.

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“Non è mai buon segno, la rimozione. Come l’oblio o la perdita della memoria. Sono tutti sintomi, imparentati ma diversi, di debolezza o di malessere. Negli individui come nei popoli o nelle comunità. Si associano sempre alla perdita di una parte grande o piccola della propria identità. Questo libro nasce per impedire che una piccola ma significativa perdita di identità si completi: quella della società italiana di fronte alla sua storia, alla storia di cultura accumulata per combattere un nemico che ne ha messo a dura prova la democrazia colpendola ripetutamente al cuore. Un nemico che si chiama mafia. […] L’obiettivo di questa antologia è restituire un’ossatura di memoria alla cultura civile nazionale e offrirla in particolare alle generazioni più giovani, affinché acquistino coscienza del cammino compiuto”. (Dall’introduzione di Nando Dalla Chiesa)
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Nando Dalla Chiesa Manifesto dell’antimafia.

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La mafia non è misteriosa né invincibile. Negli ultimi trent’anni molto è stato fatto per conoscerla e combatterla meglio, ma ancora esiste una barriera di luoghi comuni dietro cui essa si protegge. Riguardano non solo la sua struttura e le sua attività, ma anche la cultura dei suoi affiliati e il grado di infiltrazione negli organismi economici e sociali del paese. Comprendere che la vera forza della mafia sta fuori di essa, nelle alleanze e nei servigi che le giungono da una “zona grigia” più o meno consapevole o nelle mille forme di pigrizia culturale, vuol dire anche ripensare radicalmente i modi per contrastarla. E riconoscere che il problema non è solo di forze dell’ordine, magistrati o di organi istituzionali; vuol dire sottrarsi alle suggestioni eroiche che circondano talvolta i protagonisti dell’antimafia, e promuovere movimenti di cittadini “semplici”, portatori di superiori livelli di libertà e di etica pubblica. Una prospettiva inedita e chiarificatrice sul tema della mafia.
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Robert Castel , L’ insicurezza sociale. Che significa essere protetti?

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“Un senso d’insicurezza domina le nostre vite. Temiamo di venir aggrediti per strada o in casa. Paventiamo di perdere il lavoro, di non ottenere la pensione, di cadere malati senza poterci curare. È vero che le protezioni dalla violenza e dai rischi dell’esistenza sono ancor oggi più elevate di quanto non fossero un secolo fa. Accade però che ambedue i generi di protezione vengano oggi erosi da un’ideologia che attribuisce solo all’individuo la responsabilità dei suoi mali, e da un sistema produttivo che divide le persone – classificazione abbietta – in vincitori e vinti. Per accrescere la sicurezza materiale dei beni e delle persone, nota l’autore, bisogna difendere lo Stato di diritto. Per contrastare l’insicurezza dinanzi al futuro occorre salvare lo Stato sociale, dotandolo della capacità di far fronte alle contingenze generate dalla ipermobilità del lavoro e dall’anarchia dei mercati. A ricondurre entro limiti ragionevoli l’una e l’altra dovrebbe provvedere, potremmo aggiungere, lo Stato senza aggettivi.” Luciano Gallino
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Samir Okasha , Il primo libro di filosofia della scienza.

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Cos’è la scienza? C’è differenza tra la scienza e il mito? La scienza è obiettiva? È in grado di spiegare tutto? Questa introduzione fornisce un conciso ma puntuale sguardo sui principali temi della filosofia della scienza contemporanea. Dopo alcune pagine dedicate a un breve excursus di storia della scienza, Okasha inizia a investigare la natura del modo di argomentare della scienza, la specificità delle sue spiegazioni, delle sue teorie e rivoluzioni. Un’attenzione particolare è dedicata ai risvolti filosofici di alcune discipline, ad esempio al problema della classificazione in biologia o alla natura dello spazio e del tempo per la fisica.
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Theodor W. Adorno

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È passato ormai piú di mezzo secolo dagli anni in cui Adorno scrisse queste Meditazioni della vita offesa, che, ormai sottratte alle indigestioni e forzature ideologiche degli anni Settanta, possono essere considerate nella loro prospettiva di ultimo classico tedesco. Attraverso centocinquantatré aforismi, con un’attitudine apparentemente divagante, Adorno ricompone l’intero orizzonte della vita sociale, politica, culturale dell’uomo occidentale, senza rinunciare mai all’idea di un suo possibile riscatto.