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FILIPPO SGUBBI Il diritto penale totale Punire senza legge, senza verità, senza colpa. Venti tesi

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Il diritto penale «totale» è invocato in ogni situazione come intervento salvifico e, soprattutto, quale preteso rimedio –politicamente e mediaticamente remunerativo – a vari mali sociali. Una simile espansione del sistema penale comporta il sacrificio dei principi fondamentali di garanzia, con l’aiuto del vigente clima di populismo e giustizialismo. Il diritto penale totale è senza legge: all’opera di definizione dell’illecito partecipano fonti non solo normative o giurisprudenziali, ma anche di natura sociale e perfino legata a formule algoritmiche. Emergono nuovi paradigmi punitivi quali discriminazione, minoranza, vittime del passato, vittime del futuro. È senza verità: la verità assoluta su cui si costruisce una norma penale condivisa dai consociati è sostituita da tante verità relative che danno origine a sistemi penali differenziati, accentuando così le divisioni sociali e i connessi conflitti. Prescinde dalla colpa individuale: una sanzione è meritata non tanto per ciò che il soggetto ha fatto colpevolmente, quanto piuttosto per ciò che il soggetto è, per origini e storia, per il suo ruolo nella società, per la sua pericolosità sociale. Da qui, il binomio puro/impuro che oggi ha sostituito il binomio innocente/colpevole. In una simile situazione, lo sviluppo dell’attività di normazione privata (protocolli, linee guida, modelli organizzativi, codici di condotta) può essere una soluzione per cercare di recuperare il valore di civiltà dei principi basilari di responsabilità colpevole individuale e di certezza del diritto.

Filippo Sgubbi ha insegnato Diritto penale nelle Università di Cagliari, Bologna e Roma-Luiss. È autore di numerose monografie e saggi pubblicati nelle maggiori riviste italiane e straniere. Per il Mulino ha pubblicato «Il reato come rischio sociale. Ricerche sulle scelte di allocazione dell’illegalità penale» (1990). Esercita l’attività di avvocato.

 

I. Premessa

1. Il diritto penale totale

II. Precetti senza legge

2. Fonti disseminate dell’intervento punitivo
3. Fonti socialmente diffuse dell’intervento punitivo
4. Le fonti sociali di costruzione e definizione di precetti penali: a) la vittima
5. Vittime del passato e vittime del futuro
6. Le fonti sociali di costruzione e definizione di precetti penali: b) il formante normativo basato sui parametri «discriminazione » e «minoranza»
7. Le fonti sociali «anonime» di costruzione e definizione di precetti penali: c) il formante algoritmico
8. La condotta «impropria»
9. La tipicità postuma
10. Il reato percepito
11. Dalla frammentarietà normativa alla frammentarietà applicativa

III. Tutele senza verità

12. Dalla verità assoluta alle verità singolari e locali
13. I sistemi penali differenziati
14. Portabilità del proprio statuto penale
15. L’illecito penale quale base di legittimazione di scelte di opportunità politica
16. Dalle norme penali che puniscono alle norme penali che conferiscono legittimazione a decidere. Gli stakeholders penali

IV. Responsabilità penale senza colpa

17. Dal binomio innocente/colpevole al binomio puro/impuro
18. Nuove servitù
19. Dal fatto al sospetto
20. Dal processo penale che accerta un fatto al processo penale che crea il fatto

V. ConclusioniPostfazione, di Gaetano Insolera