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Bianca Stancanelli, La città marcia.

 16,00  15,20

La Palermo degli anni Ottanta, un crocevia di affari e intrighi tra politici, imprenditori, burocrati e mafiosi.

“Stava raccontando la Mafia e il potere. Lo hanno fermato con quattro colpi di pistola”

Mai come in quella stagione Cosa Nostra ha fatto politica, impugnando le armi per soffocare nel sangue e nel terrore ogni volontà di cambiamento. Sotto i suoi colpi, il 12 gennaio 1988, cadde Giuseppe Insalaco, un democristiano che aveva bruciato le tappe di una fortunata carriera nel partito di Salvo Lima e Vito Ciancimino, fi no a diventare sindaco. Nei suoi 101 giorni alla guida del Municipio si era ribellato ai suoi padrini, sfidando a sorpresa i padroni degli appalti. Disarcionato da un’inchiesta giudiziaria, espulso dalla politica, aveva cominciato a raccontare i segreti dei rapporti tra mafia e potere. Fu fermato con quattro colpi di pistola. Ricostruire la sua storia, fi n qui offuscata da una potente damnatio memoriae, è tanto più necessario nel momento in cui al Quirinale siede un siciliano come Sergio Mattarella che dalla ferocia di quegli anni è stato colpito in prima persona, con l’assassinio del fratello Piersanti, il presidente della Regione che sognava una Sicilia “con le carte in regola”.

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Corrado Stajano Africo. Una cronaca italiana di governanti e governati, di mafia, di potere e di lotta

 20,00  19,00
“Africo è il nome di un paese montano che una alluvione, nel 1951, travolse in una frana di terra e di pietre e rese inabitabile. In questo libro di Corrado Stajano si racconta la storia di una comunità di contadini e di pastori che un diluvio sradicò e costrinse a migrare in un nuovo Africo, sorto dal nulla in riva al mare. Un evento quasi impercettibile, tra i mille che la cronaca italiana accumula sospesi tra catastrofi bibliche e tecnologie ad alto rischio, smottamenti, terrore organizzato, degradazione sociale, malgoverno. Ma con questa particolarità: che nella sua “dinamica”, come direbbe il verbale di un brigadiere, la vicenda di Africo illumina di una luce improvvisa i segreti di una cultura e di un modo di vita, i rapporti tra sudditi e potenti, tra società locale e governo centrale, e l’inganno e la sopraffazione che stanno alla base di un patto sociale coatto; e insieme, nonostante tutto, la speranza e la volontà di opposizione e di lotta di gruppi e di singoli il cui coraggio solitario sollecita qualcosa di più della nostra ammirazione. Questo libro – storia politica, narrazione, testimonianza, documento, inchiesta – non è soltanto il racconto corale di un paese che sembra inventato e invece è minuziosamente vero, denso di drammi e di conflitti, popolato di personaggi che sembrano romanzeschi: preti, ribelli, capimafia e uomini faticosamente maturati alla politica”. (Giulio Bollati)
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Federico Varese Vita di mafia. Amore, morte e denaro nel cuore del crimine organizzato.

 19,00  18,05
Chi sono i mafiosi e come funzionano le loro organizzazioni? Federico Varese ha scritto un saggio-reportage che ci fa entrare davvero nel profondo di Cosa Nostra, della mafia italo-americana, della mafia russa, della yakuza giapponese e delle triadi di Hong Kong. Per inseguire le storie che racconta è stato in Russia, in Cina, in Grecia, a Dubai e si è avventurato nel nord della Birmania. Con la passione del giornalista investigativo e lo scrupolo dell’accademico, Varese scopre alleanze segrete tra ‘ndrangheta e gruppi georgiani, mappa le nuove rotte della droga e racconta la presenza della mafia russa in Grecia. Esplora come le mafie, in Asia e America latina, sono diventate uno Stato. Varese scopre ciò che rende queste organizzazioni temibili e durature: tutte hanno un rito di iniziazione di ispirazione religiosa, regole di comportamento codificate, una struttura gerarchica ma flessibile, rapporti con la politica, e mostrano una diffidenza profonda verso l’amore tra uomo e donna. Varese racconta cosa vedono i mafiosi quando si guardano allo specchio.
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Nando Dalla Chiesa Contro la mafia. I testi classici.

 13,50  12,82
“Non è mai buon segno, la rimozione. Come l’oblio o la perdita della memoria. Sono tutti sintomi, imparentati ma diversi, di debolezza o di malessere. Negli individui come nei popoli o nelle comunità. Si associano sempre alla perdita di una parte grande o piccola della propria identità. Questo libro nasce per impedire che una piccola ma significativa perdita di identità si completi: quella della società italiana di fronte alla sua storia, alla storia di cultura accumulata per combattere un nemico che ne ha messo a dura prova la democrazia colpendola ripetutamente al cuore. Un nemico che si chiama mafia. […] L’obiettivo di questa antologia è restituire un’ossatura di memoria alla cultura civile nazionale e offrirla in particolare alle generazioni più giovani, affinché acquistino coscienza del cammino compiuto”. (Dall’introduzione di Nando Dalla Chiesa)
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Nando Dalla Chiesa Manifesto dell’antimafia.

 10,00  9,50
La mafia non è misteriosa né invincibile. Negli ultimi trent’anni molto è stato fatto per conoscerla e combatterla meglio, ma ancora esiste una barriera di luoghi comuni dietro cui essa si protegge. Riguardano non solo la sua struttura e le sua attività, ma anche la cultura dei suoi affiliati e il grado di infiltrazione negli organismi economici e sociali del paese. Comprendere che la vera forza della mafia sta fuori di essa, nelle alleanze e nei servigi che le giungono da una “zona grigia” più o meno consapevole o nelle mille forme di pigrizia culturale, vuol dire anche ripensare radicalmente i modi per contrastarla. E riconoscere che il problema non è solo di forze dell’ordine, magistrati o di organi istituzionali; vuol dire sottrarsi alle suggestioni eroiche che circondano talvolta i protagonisti dell’antimafia, e promuovere movimenti di cittadini “semplici”, portatori di superiori livelli di libertà e di etica pubblica. Una prospettiva inedita e chiarificatrice sul tema della mafia.
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Nino Daniele,Antonio Di Florio,Tano Grasso Ercolano. Una storia antiracket.

 15,00  14,25
Sul luogo del delitto la prima ad arrivare fu la figlia, una ragazza dal volto pulito e dai modi educati, pareva molto riservata anche nel dolore. Chiese di poter riconoscere il padre e le fu concesso. Colmò rapidamente la distanza da quel corpo che giaceva insanguinato: scattò verso il padre strappandosi la maglietta di dosso e, dopo aver affondato le mani nel liquido rosso vivo, si cosparse tutta del sangue di famiglia.
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Sabrina Garofalo,Ludovica Ioppolo Onore e dignitudine. Storie di donne e uomini in terra di ‘ndrangheta

 13,00  12,35
“L’onore è un concetto che ricorre nelle pagine di questo libro. Concetto che nei gruppi di ‘ndrangheta assume un significato assolutamente diverso e contrario da quello proprio riconosciuto nella nostra lingua. Non si tratta della virtù delle persone oneste, di quelle che per conquistare la stima altrui rispettano le norme sociali e legali acquistando grande valore e merito. Per gli appartenenti alla ‘ndrangheta, onore significa, come rappresentano bene le autrici, il controllo totale sugli individui, che si ottiene attraverso l’esercizio della signoria sul territorio. In Calabria la democrazia non esiste. Le organizzazioni criminali mirano al controllo pieno e totalizzante delle persone, delle istituzioni e della economia del territorio. Uccidendo le persone, facendole scomparire dopo la completa distruzione del loro corpo, affermano il potere – inteso come sostantivo e come verbo imponendo e rafforzando l’esistenza di un sistema giuridico antitetico a quello dello Stato.” (dalla prefazione di Marisa Manzini, Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza)
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Theodor W. Adorno

 12,00  10,45

È passato ormai piú di mezzo secolo dagli anni in cui Adorno scrisse queste Meditazioni della vita offesa, che, ormai sottratte alle indigestioni e forzature ideologiche degli anni Settanta, possono essere considerate nella loro prospettiva di ultimo classico tedesco. Attraverso centocinquantatré aforismi, con un’attitudine apparentemente divagante, Adorno ricompone l’intero orizzonte della vita sociale, politica, culturale dell’uomo occidentale, senza rinunciare mai all’idea di un suo possibile riscatto.